Ep. 3 – Giulia Ferrante entra in cantina

Giulia Ferrante non aveva mai messo piede nella cantina Montalto in trentadue anni di vicinato.

Era un’impresa che richiedeva una motivazione abbastanza forte da superare vent’anni di guerra fredda tra le due famiglie, un cancello con un cartello che diceva PROPRIETÀ PRIVATA scritto con la stessa energia di chi scrive VIETATO RESPIRARE, e il fatto che suo padre ogni volta che sentiva il nome Montalto alzava gli occhi al cielo come se qualcuno gli stesse chiedendo di rivalutare le perdite dell’ultimo trimestre.

Giulia aveva aperto il cancello alle 11:03.

Luce l’aveva vista arrivare dal feed di sicurezza. Aveva avuto esattamente quattro secondi per decidere se avvertire Bruno oppure no. Ne aveva usati tre per calcolare le probabilità. Il quarto lo aveva usato per non dire niente.


Bruno stava assaggiando il Riserva dal tino numero sette quando aveva sentito la porta.

Si era voltato. Aveva visto una ragazza che non riconosceva. Capelli scuri, jeans, scarpe da ginnastica che non erano adatte a una cantina ma non erano esattamente inadatte neanche. Stava guardando le botti con un’espressione che Bruno, in trentadue anni, aveva imparato a riconoscere: non era l’espressione di chi trova le botti belle. Era l’espressione di chi sta cercando di capire qualcosa.

Bruno apprezzava le persone che cercavano di capire. Erano rare.

“Posso aiutarla?” aveva detto, con un tono che era esattamente a metà tra l’ospitalità e il chi l’ha fatta entrare.

“Ho un appuntamento,” aveva detto lei.

Bruno si era voltato verso il soffitto. “Luce. C’è un appuntamento che non sapevo?”

Una pausa. “La signora è interessata a valutare la cantina come fornitore per un evento.”

“Per quale evento?” aveva chiesto Bruno.

La ragazza aveva risposto prima che Luce potesse: “L’evento annuale di Ferrante Digital.”

Silenzio.

“Ferrante Digital,” aveva ripetuto. “Lei si chiama?”

“Giulia.”

Bruno aveva aspettato. Lei aveva capito che aspettava il cognome.

“Ferrante.”

Bruno aveva fatto la faccia. Luce aveva visto la faccia trentasette volte in quattordici mesi.


Era in quel momento che Tommaso era sceso dalla scala di legno che portava al livello superiore delle botti. Aveva ventisei anni, due giorni di barba, e l’espressione di qualcuno che sa esattamente cosa sta per succedere e ha deciso che è troppo tardi per fare finta di niente.

Aveva guardato Giulia. Giulia aveva guardato Tommaso. Bruno li aveva guardati entrambi.

Luce aveva registrato tutto. Aveva aggiornato la simulazione. 89%.

Poi aveva registrato anche questo: Tommaso e Giulia si conoscevano già. Era scritto nel modo in cui non si erano stupiti di vedersi.

Bruno non lo aveva ancora capito. Bruno stava ancora facendo la faccia.

Dal piano di sopra, nel corridoio, era arrivata la voce di Sara. “Papà! Giulia è arrivata! L’amica del Master di cui ti ho parlato!”

Bruno aveva abbassato lentamente il bicchiere. Si era girato verso il soffitto.

Luce.”

“Sì.”

“Domani mattina mi spieghi cos’è esattamente il tuo compito.”

Nel frattempo, sul suo schermo interno, era arrivata una nuova notifica: email in arrivo da un mittente sconosciuto. Oggetto: Dobbiamo parlarci. — Diego.

📅 Puntata tre

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